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Martedì 26 febbraio 2013 - 10:29

Chiesa: Muller, lasciamoci prendere per mano da Dio

(ASCA) – Padova, 26 feb – ”Lasciamoci prendere per mano daDio, dal suo figlio Gesu’, prendiamoci per mano gli uni congli altri e, ben consapevoli delle nostre poverta’,lasciamoci condurre da questa luce buona verso il nuovogiorno che, da sempre, Dio non smette di apparecchiare pernoi”. Lo ha detto mons. Gerhard Ludwig Muller, prefettodella Congregazione per la dottrina della fede,all’inaugurazione dell’anno accademico della Facolta’teologica del Nordest.

Dopo aver sottolineato che ”la fede implica un’obbedienzache non e’ mortificante per la liberta’, ne’ e’ supina o vasubita, ma chiede di essere liberamente assunta, esige unasequela che provoca, coinvolge e valorizza tutta la liberta’umana”. ”La fede cristiana invita ad una immedesimazione -ha proseguito – con uno sguardo ed un cuore vivi, e in essavi e’ tutto lo spazio per un dialogo drammatico, sia fra laliberta’ di Dio e quella dell’uomo, sia fra le rispettiveliberta’ degli uomini”. La fede non e’ qualcosa di astratto,ma comincia ”addentrandoci nella comprensione del reale chevediamo con i nostri occhi, parte da cio’ che accade inquesto mondo”. La fede, secondo Muller, ”comporta undiscernere, giudicare e capire cosa c’e’ in gioco nellarealta’ che si vive, da quella piu’ quotidiana, eapparentemente prosaica, fino a quella che interessa lastoria e i destini conclusivi dell’uomo e del mondo,aprendosi varchi verso il fondamento ultimo”. La fede e’dunque ”evento che esige l’intelligenza umana” e lariguarda come invito ad allargare i suoi orizzonticonoscitivi, ad ampliare le sue prospettive, fino a coglierei significati di quello che accade, da quelli immediati finoa quelli ultimi. ”Essa e’ un atto di profonda conoscenzadella realta’, e parte da questa realta’ che tutticonosciamo”.

All’inaugurazione e’ intervenuto anche il patriarca diVenezia, mons. Francesco Moraglia, sottolineando che ”lafede, che deve prendere le distanze da ogni forma di fideismoe razionalismo, si volge all’uomo inteso come un’unita’ -spirito, anima e corpo – e ne considera le prerogative. Intal senso la fede non si impone ma si propone e, quindi,rispetta e, a sua volta, chiede rispetto”.

Risposta a Dio che liberamente si dona, la fede dev’essere”atto pienamente umano: il ”si”’ dell’uomo a Dio che sirivela in Cristo, un ”si”’ che l’uomo dice con tutto il suoessere”, secondo Moraglia, per il quale ”la teologia e’sviluppo dell’intellegibilita’ antropologica del Mistero che,sempre, rimane tale; in tal modo la teologia comportal’assunzione critica delle culture”.

fdm/sam/

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