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Giovedì 21 febbraio 2013 - 09:34

Palermo: Gdf, maxi sequestro di prodotti contraffatti

(ASCA) – Palermo, 21 feb – Il Gruppo della Guardia di Finanzadi Palermo ha messo fine all’illecita attivita’ didistribuzione all’ingrosso di prodotti contraffatti epericolosi che alimentava gran parte del commercio abusivodel capoluogo siciliano, facente capo a due ”empori” cinesinel cuore della citta’, pervenendo al sequestro di oltre2.718.000 articoli, tra giocattoli e capi di abbigliamento erelativi accessori falsi o privi del marchio comunitario eprodotti elettrici ed informatici pericolosi in quanto nonconformi agli standard di sicurezza previsti dalla normativacomunitaria e recanti indicazioni ingannevoli. L’operazione, che ha portato a uno dei sequestri di mercecontraffatta e pericolosa piu’ consistenti mai eseguiti incitta’, spiega una nota della Gdf, trae origine da unaattivita’ investigativa che ha messo assieme le informazioniacquisite dai finanzieri sul territorio e le risultanzedell’analisi dei flussi di capitali in transito pressol’aeroporto ”Falcone – Borsellino” di Palermo Punta-Raisi,dove l’intensificazione delle attivita’ di controllovalutario da parte delle Fiamme Gialle aveva fatto emergere,nel recente periodo, numerosi casi di trasporto di ingentisomme di denaro contante da parte di soggetti di nazionalita’cinese in partenza per altre aree del territorio nazionale.

L’approfondimento di tali dinamiche, che aveva evidenziatonotevoli flussi di denaro in uscita dalla Siciliaprincipalmente con destinazione Roma (300.000 euro in pocopiu’ di un mese), verosimilmente per procedere ad ordinatividi merce, ha condotto i finanzieri a concentrare l’attenzionesu alcune imprese cinesi operanti sul territorio palermitano,alle quali i connazionali ”monitorati” presso l’aeroportosono risultati a vario titolo collegati, per poi individuare,quale possibile base operativa del traffico, due emporicinesi che sono stati ”tenuti d’occhio” per diverso tempodai militari del Gruppo di Palermo. Cosi’, quando le Fiamme Gialle si sono presentate nei duenegozi ed hanno richiesto ai titolari l’esibizione dellescritture contabili obbligatorie nonche’ delle fatture diacquisto della merce, questi si sono limitati a fornirepochissimi documenti fiscali, alcuni anche decisamente datatinel tempo, assolutamente insufficienti a giustificare illegittimo possesso di tutto il campionario esposto per lavendita. Hanno quindi preso il via i controlli di tutta la mercegiacente nei due punti vendita, subito dopo estesi ad un maxi- deposito a questi collegato, dove i militari si sonotrovati di fronte ad un vero e proprio sistema di ”scatolecinesi” con porte che conducevano ad altre stanze dallequali era possibile accedere ad altri vani, tutti stracolmidi scatoloni riportanti indicazioni esclusivamente in linguacinese.

Una volta individuati tutti i locali in cui si articolaval’enorme deposito, le sue dimensioni complessive sonorisultate di poco inferiori ai 2.000 mq; sicuramente, il piu’grande deposito di merce d’illecita provenienza maiindividuato in citta’. com/rus

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