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Giovedì 21 febbraio 2013 - 17:08

Animali: Legambiente, sanzionare Svizzera per uccisione orso M13

(ASCA) – Roma, 21 feb – ”Una immediata attivazione deisegretariati internazionali dei Trattati per la conservazionedella natura alpina, affinche’ il comportamento delleautorita’ svizzere venga adeguatamente censurato e sanzionatonelle sedi internazionali, e affinche’ la sfida continentaleper la conservazione delle specie e degli habitat possadispiegarsi senza incontrare ostacoli insormontabiliall’interno dei confini della Confederazione Elvetica”. E’la richiesta inoltrata oggi da Legambiente alle autorita’competenti italiane e svizzere, al Consiglio d’Europa e alsegretariato della Convenzione delle Alpi in meritoall’abbattimento nel Cantone dei Grigioni dell’orso trentinodenominato M13.

Nella sua lettera di denuncia, l’associazione sottolineail forte contrasto tra le politiche di conservazione eprotezione internazionale dell’orso nelle Alpi el’abbattimento dell’unico esemplare di questa specie presentein Val Poschiavo. Un abbattimento autorizzato che, scrivonoil presidente nazionale di Legambiente Vittorio CogliatiDezza e il presidente di Legambiente Lombardia Damiano DiSimine, ”riapre una ferita alle politiche e agli sforziinternazionali per la conservazione dei grandi carnivori”.

Animali protetti sia dalla Convenzione di Berna, esecutivadal 1982, che inserisce l’orso bruno tra le specie di faunastrettamente protetta, sia dalla Convenzione Internazionaleper la Protezione delle Alpi, ratificata tanto dall’Italiaquanto dalla Svizzera e dall’Unione Europea.

”In questo contesto – recita la lettera – riteniamogravissimo e inaccettabile, e pertanto meritevole di unasevera censura nelle sedi internazionali, che le Autorita’ diun Paese che ha ratificato le citate convenzioni abbianopotuto autorizzare l’abbattimento dell’orso denominato M13,che aveva scelto di stabilirsi in territorio svizzero in ValPoschiavo, Canton Grigioni, pur continuando a vagare acavallo dei confini di stato.

Il cantone – viene ricordato – e’ il medesimo in cuicinque anni fa e’ stato abbattuto un altro orso indispersione e proveniente dall’Italia, l’esemplare JJ3.

Appare francamente inverosimile che sussistessero ragioni disicurezza tali da giustificare una decisione grave comequella di abbattere un grande predatore, che di certo non hamesso in atto comportamenti aggressivi nei confronti diesseri umani”.

”I protocolli di gestione dei grandi predatori per comesono stabiliti dalle istituzioni svizzere rappresentano unasevera minaccia per la conservazione della biodiversita’alpina” concludono Cogliati Dezza e Di Simine, cheaggiungono di ritenere ”in accordo con la comunita’scientifica internazionale, altresi’ prioritario incrementaregli sforzi per una diffusa applicazione integrata delle operee delle tecniche di prevenzione” per consentire laconvivenza delle attivita’ zootecniche e della sopravvivenzadell’orso nelle Alpi.

red/mpd

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