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Mercoledì 20 febbraio 2013 - 20:27

Tumori: Tirelli, studio USA conferma fumo triplica rischio mortalita’

(ASCA) – Roma, 20 feb – ”Due recenti articoli comparsi sulNew England Journal of Medicine affermano che fumare rimanela piu’ grave minaccia alla salute pubblica, con un enormecarico di morti, almeno negli Stati Uniti”. Lo ricordaUmberto Tirelli, direttore del dipartimento di oncologiamedica dell’Istituto Tumori di Aviano. Una review del U.S.

National Health Interview Survey ha coinvolto 115mila donne equasi 90mila uomini di eta’ superiore ai 25 anni che sonostati intervistati dal 1997 al 2004. I ricercatori hannoesaminato la percentuale delle cause di morte alla fine del2006. Nell’eta’ tra 25 e 79 anni, la mortalita’ per ifumatori di entrambi i sessi era tre volte quella deipartecipanti che non avevano mai fumato. Dallo studio e’emerso che le malattie attribuibili al fumo erano circa il60% delle morti dei fumatori, mentre i benefici dellosmettere di fumare erano drammatici per tutti i gruppi dieta’ con sostanziali vantaggi nelle spettanza di vita, se siconfrontavano con i partecipanti che avevano continuato afumare. Coloro che avevano smesso all’eta’ di 25-35 annivivevano 10 anni di piu’; coloro che avevano smesso all’eta’di 35-44 anni avevano un vantaggio di 9 anni; coloro cheavevano smesso di fumare tra i 45 e i 54 anni avevano unvantaggio di 6 anni; coloro che avevano smesso tra i 55 e i64 anni guadagnavano 4 anni. ”I ricercatori hanno inoltre scoperto – commenta Tirelli- che la prevalenza del fumo e’ molto piu’ bassa tra lepersone con un’eta’ superiore ai 45 anni che nei giovani, siaper riflesso di uno sforzo efficace nello smettere che per lemorti precoci tra i fumatori che continuano a fumare eraramente vivono fino all’eta’ di 85 anni (pertanto labattuta che oltre gli 85 anni e’ raro fumare e’ non perche’hanno smesso prima ma perche’ i fumatori sono gia’ in buonaparte morti prima). E’ sorprendente che molte persone abbianocominciato a fumare dopo i 20 anni, ed il 15% delle donnedopo i 25 anni, cioe’ in eta’ piu’ avanzata di quanto siassuma usualmente. Cio’ sottolinea l’importanza dibersagliare i giovani adulti con appropriati messaggiantifumo”. Il rapporto di rischio per la mortalita’ deltumore del polmone era sconcertante: 17,8 per le fumatricidonne e 14,6 per i fumatori uomini. Inoltre il rischio dimorte per le donne che fumano e’ il 50% piu’ alto rispettoalle stime riportate negli anni ’80. ”Gli importantimessaggi che emergono da questi studi – ribadisce Tirelli -sono in termini di benefici per la salute: non e’ mai troppotardi per smettere; i medici in generale, ma specialmentecoloro che hanno a che fare con pazienti con malattiecorrelate al fumo (per esempio gli oncologi, i cardiologi,gli pneumologi, i medici di medicina di emergenza, glipsichiatri e i medici generici) dovrebbero fare di piu’ perstimolare a smettere di fumare. Vi sono piu’ donne chemuoiono di tumore del polmone che di cancro dellamammella”.

red/mpd

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