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Mercoledì 20 febbraio 2013 - 20:36

Mare: Non si ferma strage delfini, 45 morti dall’inizio dell’anno

(ASCA) – Roma, 20 feb – La malattia dei delfini uccide altriesemplari. Due carcasse di stenella striata sono statescoperte ieri sulle spiagge del Lazio, a Terracina eSperlonga. Inoltre una splendida delfina giovanissima e’stata trovata martedi’ mentre nuotava nella darsenapescherecci del porto di Civitavecchia; e’ morta durante unacoinvolgente operazione di soccorso cui hanno assistitodecine di persone e, al largo, anche il branco di stenellecui apparteneva.

Secondo il censimento del ministero dell’Ambiente, salgonocosi’ a 45 (contando la piccola delfina di Civitavecchia) icasi di ”stenella coeruleoalba” trovati morti sulle spiaggedel Tirreno dai primi di gennaio, contro una media di quattrocasi l’anno. Le prime indicazioni fanno pensare che glianimali siano vittime di infezioni batteriche, ma solamenteanalisi accurate potranno stabilire con certezza il motivodella strage.

La cucciola di delfina, circa un anno d’eta’, aveva appenafinito lo svezzamento; forse era la figlia di una delledelfine morte in questi giorni, rimasta cosi’ senza madre.

L’animale e’ stato notato alla prima luce dell’alba da unbiologo marino; si aggirava sofferente e indebolito nelladarsena pescherecci di Civitavecchia.

E’ intervenuta la Guardia costiera-Capitaneria di porto,con un battello, aiutata da Finanza, pompieri e dai vigiliurbani di Civitavecchia che hanno trattenuto la folla dicuriosi.

Molti i delfini che, al largo, hanno assistito altentativo di salvataggio. L’obiettivo del recupero erarestituire l’animale al suo branco.

Il tentativo e’ stato coordinato in prima persona da SandroMazzariol, docente all’Universita’ di Padova e coordinatoredella rete Cert (Cetaceans emergency response team) delministero dell’Ambiente. Delimitata l’area con alcune reti,nel primo pomeriggio la cucciola e’ stata catturata e le sonostati somministrati ansiolitici e altri farmaci, ma purtroppola delfina e’ morta, come accade a volte con le stenelle,animali sensibilissimi allo shock durante le operazioni direcupero.

Il corpo della piccola stenella e’ stato analizzato neilaboratori dell’Izslt di Roma Ciampino dal professorMazzariol e dai suoi esperti. La cucciola, 1,45 metri, eradigiuna da giorni, molto debilitata, infestata da parassiti,ferite e diverse malattie che le impedivano di cibarsi. Iveterinari della rete del ministero dell’Ambiente ritengonoche in queste condizioni la delfina non sarebbe sopravvissutain ogni caso.

Per quanto riguarda la moria di questo periodo, la causapiu’ probabile potrebbe essere di natura infettiva (innumerose carcasse e’ stata rinvenuta traccia di un batterio,photobacterium damselae, che puo’ portare a sindromeemolitica e lesioni ulcerative). Per questo motivo nelleprossime settimane i ricercatori approfondiranno l’eventualepresenza di virus e l’eventuale fioritura di alghe anomale.

Il ministero dell’Ambiente e’ attivo grazie alla retescientifica appositamente voluta e finanziata dal dicastero:le Universita’ di Pavia e Padova, Asl, IstitutiZooprofilattici e Arpat. Inoltre il ministero dell’Ambienteha attivato il Reparto ambientale marino (Capitanerie diPorto e Guardia costiera). Sono attesi nelle prossimesettimane dati certi che mettano al confronto le conoscenzeteoriche sulle correnti marine con i dati meteo-marini degliultimi mesi e la situazione su eventuali spiaggiamentiavvenuti in Francia e in Spagna, cosi’ da ricostruire unquadro complessivo della situazione.

red/mpd

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