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Lunedì 18 febbraio 2013 - 17:26

Eternit: presidente Corte d’Appello evoca la ‘soluzione finale’

(ASCA) – Torino, 18 feb – Il presidente della Corte d’Appellodi Torino, Alberto Ogge’, ricostruendo il processo Eternit diprimo grado evoca a un tratto la ”soluzione finale”. E inaula scende il gelo. I morti e i malati colpiti dall’amiantocome gli ebrei. La conferenza di Neuss del giugno 1976 con itrenta supermanager dell’Eternit, come quella degli altiufficiali nazisti del 20 gennaio 1942 a Wannsee dove non sifece mai menzione dell’eccidio eppure fu chiaro agli storiciche in quella sede si decise lo sterminio. E’ una costruzionelogica che Ogge’, addebita al giudice di primo grado,Giuseppe Casalbore, che condanno’ i due titolari dell’EternitStephen Schmidheiny e Jean Louis de Cartier de Marchienne a16 anni di carcere e a un risarcimento provvisorio alle particivili di circa 100 milioni di euro per disastro ambientaledoloso e omissione volontaria delle cauteleantinfortunistiche, ma che certo avvicina due granditragedie, tenuto conto che le vittime dell’amianto in tuttoil mondo si contano a milioni. Schmidheiny, ha ricordato il giudice, riassumendo il primogiudizio, conosceva bene all’epoca di quel vertice, perche’era gia’ stato accertato scientificamente, la pericolosita’dell’amianto per l’asbestosi, per il carcinoma polmonare eper il mesotelioma pleurico, ciononostante decise cheanziche’ adottare le misure necesarie per la protezione dellasalute, era meglio una campagna ‘disinformativa’ sulla fibrakiller, che avrebbe comunque continuato a provocare vittime.

”Se si segue il verbale di quella riunione – ha detto Ogge’riferendosi a quella dello stato maggiore nazista – non sicomprende bene il senso, ma quando le si interpreta unendolealle condotte successive, il significato e’ univoco, sicapisce che si era deciso di organizzare l’olocausto. Iltribunale del primo grado l’ha letta (la riunione Eternit del76, ndr), nel senso che Schmidheiny ha detto ai suoidirigenti: guardate, io so che voi dovete sapere chel’amianto e’ causa di malattie mortali, pero’ se questaconoscenza viene diffusa e viene estesa a tutta lapopolazione noi, o dobbiamo chiudere, o dobbiamo continuare alavorare adottando una serie di misure e di cautele cherenderebbero oneroso e antieconomico l’esercizio della nostraattivita’. La soluzione che io propongo, e che voi doveteperseguire, e’ fare della controinformazione spiegando chel’amianto puo’ essere nocivo ma non e’ mortale o non lo e’comunque e sempre, o lo e’ soltanto in certe condizioni comenel caso dei fumatori, spiegando pero’ che il pericolo sipuo’ contenere attraverso la messa in opera di cautele chenoi abbiamo intenzione di adottare e che garantiranno ilavoratori, in modo da consentir loro di lavorare come prima.

Pazienza se qualcuno morira’, sara’ un fatto fisiologico econnesso con l’esercizio dell’attivita’ di impresa nellecondizioni in cui ci troviamo ad operare. Questa – ha dettoOgge’ – e’ la lettura che il primo giudice ha dato. E’ unalettura di carattere indiziario”. Una lettura sostenibile haspiegato Ogge’, in via di diritto, se l’indizio non puo”’essere spiegato in modo piu’ economico; che l’indizio puntiverso una sola causa o verso una classe di cause e non versouna serie indiscriminata di cause, tutte possibili, e tutteugualmente probabili, e in terzo luogo che possa fare sistemacon altri indizi”. Contro le possibili obiezioni la sentenzaaveva osservato che ”Non esistono spiegazioni piu’economiche, o piu’ brevi, perche’ qualsiasi altrainterpretazione comporterebbe un maggiore concorso diipotesi”. Quanto al secondo indizio, la causa, vale a direla motivazione e’ stata per i vertici Eternit di proseguirenell’attivita’ degli impianti alle condizioni note primadella conferenza di Neuss, in terzo luogo questa motivazionesi concretizzo’ con atti successivi e’ sistematici. ”Quandoil presidente ha parlato di soluzione finale li per li’ sonorimasto estremamente perplesso – ha commentato Astolfo diAmato legale di Schmidheiny – ma poi mi sono reso conto cheha lasciato assolutamente aperto il tema dei presuppostilogici su cui mi sento tranquillo. E’ stato un esempioestremo, volto a far capire quali sono i parametri logici dautilizzare”. Sullo sfondo del processo, oggi era la secondaudienza d’appello, resta il problema dei risarcimenti alleparti civili che ancora non sono stati pagati. Circa mille,replica Di Amato hanno accettato un’offerta transattiva finoa 60mila euro per ‘posizione’, ”e altri stanno accettando,mentre – ha aggiunto il legale – per quello che concerne glienti pubblici noi abbiamo offerto oltre 18 milioni al Comunedi Casale Monferrato che ha rifiutato, mentre la sentenza neha riconosciuti 25 a carico di entrambi gli imputati vale adire 12,5 mezzo ciascuno”. Infine Di Astolfo ribadisce,”Eternit non ha guadgnato un euro a fronte di 72 miliardi diinvestimenti, come si possa parlare di imprenditoria dirapina, e’ per me incomprensibile”.

eg/mar/ss

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