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Giovedì 14 febbraio 2013 - 19:47

Privacy: Garante, si’ a controlli pc aziendali ma nel rispetto regole

(ASCA) – Roma, 14 feb – Una societa’ non puo’ controllare ilcontenuto del pc di un dipendente senza averlo primainformato di questa possibilita’ e senza il pieno rispettodella liberta’ e della dignita’ del lavoratore. Questa ladecisione del Garante sulla Privacy sul ricorso presentato daun dipendente che era stato licenziato senza preavviso dallapropria azienda.

L’uomo si era rivolto sia alla magistratura ordinaria, percontestare la stessa fondatezza dell’accusa e il relativolicenziamento, sia al Garante per opporsi alle modalita’ concui la societa’ avrebbe acquisito e trattato i suoi dati. Dai riscontri dell’Autorita’ e’ emerso che una serie didocumenti, sulla base dei quali il datore di lavoro avevafondato la sua decisione, erano contenuti in una cartellapersonale del pc portatile assegnato al lavoratore. Lasocieta’ vi aveva avuto accesso quando il dipendente avevariportato il computer in sede per la periodica operazione disalvataggio dei dati (back up) aziendali. Contrariamente aquando affermato dall’impresa, non risulta pero’ che l’uomofosse stato informato sui limiti di utilizzo del beneaziendale, ne’ sulla possibilita’ che potessero essereavviate cosi’ penetranti operazioni di analisi e verificasulle informazioni contenute nel pc stesso.

Il Garante ha ribadito che il datore di lavoro puo’effettuare controlli mirati al fine di verificare l’effettivoe corretto adempimento della prestazione lavorativa e, senecessario, il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro. Tale attivita’, pero’, puo’ essere svolta solo nelrispetto della liberta’ e della dignita’ dei lavoratori edella normativa sulla protezione dei dati personali cheprevede, tra l’altro che alla persona interessata debbaessere sempre fornita un’idonea informativa sul possibiletrattamento dei suoi dati connesso all’attivita’ di verificae controllo. Il Garante ha quindi vietato alla societa’ ogniulteriore utilizzo dei dati personali cosi’ acquisiti. Sara’invece l’autorita’ giudiziaria a valutare l’utilizzabilita’nel procedimento civile gia’ in corso della documentazioneacquisita agli atti.

com/mpd

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