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Mercoledì 13 febbraio 2013 - 18:00

Bellezza: e’ tutta italiana nuova frontiera chirurgia plastica al seno

(ASCA) – Milano, 13 feb – La nuova frontiera della chirurgiaplastica al seno batte bandiera italiana. E’ stato infattiil chirurgo plastico milanese Egidio Riggio (specialista inchirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica emicrochirurgia presso l’Istituto Nazionale Tumori di Milano)ad ideare un innovativo metodo negli interventi dimastoplastica additiva: la tecnica ”Zenith” (questo il nomedi battesimo dato da Riggio) metodo innovativo applicabilealla chirurgia plastica di aumento del seno con protesi, chepermette di ottenere maggiore sicurezza e seni piu’ naturaliper le pazienti che vi si sottopongono. La nuova pratica e’ stata oggetto di un approfonditostudio clinico di tipo prospettico specifico della durata didue anni e mezzo, che ha dato ottimi risultati ed e’ stataora pubblicata dalla rivista scientifica Aesthetic PlasticSurgery.

Il nuovo sistema, per selezionare la protesi piu’ adattaal seno che si va ad operare, correla il punto di massimaproiezione della protesi, denominato Vertice-zenith, allaposizione del capezzolo. La naturale armonia del seno e lasua anatomia piu’ fine non viene alterata, come accade con levecchie protesi e il vecchio metodo di inserimento, grazieanche al rispetto dei principi di biomeccanica del seno iquali invece a tutt’oggi vengono trascurati da moltichirurghi. ”L’applicazione del metodo Zenith – spiega il suoideatore – ha permesso di ottenere un seno dall’aspettonaturale e duraturo nel tempo. Davvero esigua poi e’ lapercentuale di rischio: solo 3,3% di re-interventi sullaprotesi. Con questo mio nuovo metodo e’ poi molto elevato ilgrado di soddisfazione (90,8%) delle donne che vi si sonosottoposte; mentre vi e’ minor soddisfazione solo nellepazienti con ptosi del seno e quindi con un maggior grado didifficolta’ di operare gia’ in partenza”.

I dati della ricerca pubblicata su Aesthetic PlasticSurgery eseguita su 150 protesi per aumento estetico del senodi 75 donne, emerge che la frequenza globale di complicazionie’ del 16.6% per protesi; imperfetta guarigione ocicatrizzazione della ferita chirurgica , 7%; rotazione dellaprotesi minima rispetto alle esperienze chirurgiche gia’pubblicate, 2,6%, ma solamente 1% dopo mastoplastica additivaprimaria; contrattura capsulare, 1,3%; pieghe (rippling), 2%e cedimento sottomammario (bottoming-out), (0,6%): ”circatre volte meno di quanto riportato dai piu’ famosi chirurghidel mondo”, evidenzia lo studioso. La percentuale di re-interventi e’ molto bassa, 6%, di cui3,3% sono revisioni chirurgiche delle cavita’ contenenti laprotesi. Indicazioni e controindicazioni sono stateanalizzate nello studio. I risultati cosmetici sonolargamente in armonia con differenti forme di seno, eparticolarmente eccellenti quando riferite al seno piccolo,con proiezione scarsa, di donne snelle (con basso BMI). red/mpd

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