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Martedì 12 febbraio 2013 - 12:21

Papa: Ratzinger il pontefice che ha ‘sparigliato le carte’

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 12 feb – ”Ha mischiato lecarte Joseph Ratzinger scrivendo nel nono mese del suopontificato una Enciclica sull’amore (la ‘Deus CaritasEst’).

Divenuto Benedetto XVI cogliendo di sorpresa i piu’, dopoessere stato un’icona dell’intransigenza cattolica per lunghianni, con quell’Enciclica sparigliava costringendo tutti aripartire dall’inizio”. Cosi’ si apre il libro ”Ratzinger”scritto dall’attuale vice direttore de L’Osservatore RomanoCarlo Di Cicco. Un libro e parole, quelle sull’inizio delpontificato di Benedetto XVI, che risultano oggi, a quasisette anni dalla sua pubblicazione, in qualche modo’profetiche’ anche per la fine, con il nuovo gesto di’rimischiare le carte’ che ha ”sparigliato” la Chiesa e ilmondo. Non per nulla il libro fu subito definito anche dallepersone piu’ vicine al papa tedesco, quello che meglio lodescriveva ed oggi, in qualche modo, questo giudizio trovainaspettata conferma.

Insomma un Joseph Ratzinger che, malgrado l’immagine diuomo mite e poco incline ai gesti eclatanti, ha semprepercorso la sua strada con una indubitabile onesta’intellettuale, con rigore ma senza badare molto alleconvenzioni o, ancor piu’, alla ragion di stato. Tutto senza clamore e con uno stile quasi nascosto (cosi’differente dal suo grande predecessore) che e’ iniziato conil tentativo di ‘ripulire’ la Chiesa dai suoi peccati, primofra tutti quello della pedofilia, e di tentare un inizio diriforma della Curia. Ma, scrive Di Cicco nel suo libro, nonsi puo’ capire Ratzinger se non ci si mette sulla lunghezzad’onda del Concilio Vaticano II a cui prese parte comegiovane teologo senza diritto di voto e di decisione. SeGiovanni Paolo II fu l’ultimo papa che prese parte da vescovoal Concilio e’ legittimo pensare, aggiunge Di Cicco, ”chesia proprio il suo pontificato l’ultimo anello dicongiunzione tra il Concilio e il dopo, tra la stagione deigrandi e vivaci dibattiti sul che fare e quella del faresecondo l’eredita’ conciliare”. Uno sforzo, quello deldialogo all’interno della Chiesa e soprattutto con le altreconfessioni cristiane e non, portato avanti da papa Ratzingernei suoi anni di pontificato come riconosciuto in queste oreda parte ebraica e islamica. Come non riconoscere, anche qui,il suo coraggio senza guardare alle etichette quando, nellavisita alla Moschea blu di Istanbul, nel novembre del 2006,prego’ rivolto alla Mecca, provocando piu’ di un maldipanciaanche nel mondo cattolico?. Ma il ”papa conservatore”, in realta’, ha avuto semprein cuor suo la spinta ad una ”riforma per la transizione”portandola al cuore della Chiesa. Una consapevolezza iniziatagia’ da cardinale nel 2004 con la famosa frase sulla”sporcizia” nella Chiesa durante le riflessioni per la ViaCrucis del Venerdi’ Santo al Colosseo.

Una battaglia, che non e’ dato ancora sapere quali frutti haportato e portera’ nel futuro, ma che certamente ha portatoferite al papa stesso.

Ci sono poi le difficili situazioni come quelle dellaperdurante crisi delle vocazioni, gli scontri nella Curia, lacrisi economica, con gli scandali a questa legata anche entrole Mura Leonine, senza citare ovviamente il caso di’Vatileaks’. Ma tutto questo e’ storia d’oggi e certamenteavra’ avuto un peso forte sulle decisioni di JosephRatzinger.

gc/

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