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Giovedì 7 febbraio 2013 - 20:58

Salute: Ipertensione, denervazione renale nel futuro delle terapie

(ASCA) – Milano, 7 feb – ”Promettenti e incoraggiantirisultati” per i malati di ipertensione resistente aifarmaci presentati a Milano: la denervazione renale siconferma una tecnica valida per la riduzione della pressionearteriosa.

L’ipertensione e’ tra le maggiori cause di mortalita’prematura e di malattie cardio-cerebro-vascolari, come lemalattie cardiache, l’ictus e l’insufficienza renale. E’definita come ”killer silenzioso” perche’ spessoasintomatica. Ha proporzioni pandemiche, affligge piu’ di unmiliardo di persone nel mondo e il costo indotto e’ di 500miliardi di dollari all’anno, la terapia farmacologica e’insoddisfacente nel 25% dei pazienti. L’ipertensioneresistente invece non puo’ essere controllatafarmacologicamente. I pazienti che ne soffrono hanno unapressione sanguigna sistolica superiore a 140 mmHG nonostantel’assunzione contemporanea di tre o piu’ farmacianti-ipertensivi. La denervazione renale, intervento innovativo e pocoinvasivo, consiste nell’ablazione delle fibre simpatiche checollegano il rene con il sistema nervoso centrale perottenere una riduzione durevole della pressione arteriosaoltre a effetti favorevoli su patologie associate. Il rene svolge un ruolo centrale sullo sviluppodell’ipertensione attraverso molti meccanismi. Uno di questie’ rappresentato dal sistema nervoso simpatico, le cui fibregiungono al rene correndo lungo e all’interno delle arterierenali. Attraverso queste fibre il sistema simpaticocontrolla gli stimoli che dal cervello arrivano al rene, coneffetti sulla pressione. Il rischio di morte cardiovascolareraddoppia ad ogni aumento di 20mmHg sopra il valore dipressione normale.

La denervazione renale si effettua tramite l’inserimentodi un catetere all’interno dell’arteria renale e ladisattivazione selettiva delle terminazioni del nervosimpatico, che influisce sul funzionamento e sulla rispostadegli organi principali responsabili della regolazione dellapressione: cervello, cuore, reni e vasi sanguigni. E’ statoclinicamente dimostrato che una disattivazione selettivadella funzione nervosa diminuisce la pressione sanguignasistolica. Arrivano oggi nuove conferme dei benefici clinici delladenervazione renale, come ha sottolineato Bruno Damascelli,Ex Primario di Radiologia, Istituto dei Tumori di Milano eoggi Consulente esecutivo per la Radiologia Interventisticadell’Ospedale di Alzano Lombardo (BG) e di GVM Emo CentroCuore Columbus (MI): ”La denervazione renale si staaffermando per la sua efficacia come tecnica nonfarmacologica per il controllo dell’ipertensione e contaormai piu’ di 5.000 interventi eseguiti in Europa.

L’evoluzione tecnologica l’ha gia’ resa piu’ efficace,riproducibile e meno operatore dipendente. L’applicazionecorrente apre a nuove frontiere di grande impatto clinico esociale come l’insufficienza renale cronica, l’apnea delsonno e il diabete insulino resistente”.

red/mpd

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