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Giovedì 7 febbraio 2013 - 18:10

Cure palliative: pazienti Ue, dolore cronico? Terapie insoddisfacenti

(ASCA) – Milano, 6 feb – Milioni di pazienti continuano asoffrire di dolore cronico ogni giorno, anche dopo averprovato diverse terapie. E’ quanto risulta dai dati di unsondaggio condotto da Boston Scientific Corporation suoltre 1.000 soggetti affetti da dolore cronico in tuttaEuropa.

L’indagine ”The Painful Truth Survey: the State of PainManagement in Europe”, supportato da Boston Scientific e incollaborazione con organizzazioni internazionali impegnatenella lotta al dolore (Action on Pain UK, la Spanish PainAssociation- EFHRE Sine Dolore e la German Pain League -Deutsche Schmerzliga) ha evidenziato che piu’ di un terzodelle persone affette da dolore cronico incontra difficolta’nello svolgimento delle normali attivita’ quotidiane. Talidifficolta’ compromettono seriamente la vita personale eprofessionale, le relazioni e la possibilita’ di prendersicura dei figli. Le organizzazioni che hanno aderito allaPainful Truth Survey chiedono ai Paesi europei di svilupparepiani nazionali per la gestione del dolore cronico che vadanooltre i consueti percorsi di diagnosi e trattamento. In Europa, il dolore cronico e’ una delle patologie piu’comuni per le quali ci si rivolge a un medico. Circa un terzodei soggetti che ne soffrono indica che il dolore cronico haportato a una riduzione del proprio reddito familiare pari acirca il 31% (in media 5.000 euro l’anno) mentre si stimache la patologia costi ai Sistemi Sanitari europei intorno ai300 miliardi di euro l’anno. Circa il 90% di questa cifrapuo’ essere attribuita a costi indiretti, ovvero perdita diproduttivita’ e pagamenti correlati a Previdenza Sociale eassistenza.

I soggetti che ne soffrono e gli operatori sanitari spessonon hanno le informazioni e la conoscenza adeguata delleopzioni terapeutiche disponibili. I risultati evidenziano cheun quinto degli interpellati presenta una diagnosi di dolorecronico che potrebbe essere affrontato con terapie innovativecome, per esempio, la stimolazione del midollo spinale (SCS)mediante dispositivi ricaricabili. Tuttavia, malgrado questidispositivi siano gia’ disponibili nei Paesi europei, dueterzi dei pazienti non ne hanno mai sentito parlare.

Non dissimile lo scenario nel nostro Paese: il 27% deipazienti conferma gli effetti negativi sull’attivita’ lavorativa, con una media di 12,5 giorni di assenza dallavoro nell’ultimo anno; 3 pazienti su 10 ritengono di avereperso delle opportunita’ professionali e hanno registrato unadiminuzione media del loro reddito intorno al 24%. Ugualmenteproblematiche la vita quotidiana e le relazioni personali:fare il bagno o la doccia risulta difficoltoso per il 36%,svolgere lavori domestici per il 58%, guidare per il 45% edarriva al 64% la percentuale degli intervistati cheattribuiscono al dolore cronico le difficolta’ nei rapportidi coppia. Le cose non sembrano andare meglio neppure quandogli italiani cercano soluzioni mediche al problema. Quasi dueterzi (il 61%) si rivolge al medico di base ma ben il 31% nonritiene di ottenere adeguato supporto, un terzo dei pazienticonferma di avere provato 3 o piu’ terapie, ma ben il 70%continua ad avvertire il dolore cronico per piu’ di 12 orenonostante i trattamenti e il 42% ritiene la propriaesperienza con i farmaci ”nella media”, mentre 1 su 10 ladefinisce inadeguata e insoddisfacente. Infine, solo 2pazienti su 5 affermano di avere sentito parlare ditecnologie innovative quali, per esempio, la stimolazionemidollare con dispositivi (Spinal Cord Stimulation – SCS ininglese) ma il 16% degli intervistati non sa esattamente diche cosa si tratti e quali funzioni svolga. red/mpd

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