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Martedì 5 febbraio 2013 - 16:39

Tumori: Oncologi, identiche cure a nord e sud. Viaggi speranza insensati

(ASCA) – Roma, 5 feb – ”Che esista un divario tra Nord eSud Italia si constata quotidianamente e a molti livelli.

Anche a livello sanitario e’ innegabile che questa differenzaesista, ma che alcune testate online abbiano sbandierato idati di Eurocares – HR sulla sopravvivenza dei pazienti comedimostrazione che gli oncologi medici meridionali eroganopeggiori cure oncologiche ai propri pazienti, e che questopossa incitare ad un maggior ricorso alla migrazionesanitario, e’ intollerabile”. Lo sottolinea SalvatorePalazzo Vice Presidente CIPOMO, il Collegio dei PrimariOncologi Medici Ospedalieri, spiegando che l’associazione”non vuole certo partecipare a operazioni mediaticheingiustificate capaci di incrementare la corsa dei pazientimeridionali verso nord”. ”Leggendo lo Studio riportato dall’ Istituto NazionaleTumori sul Cancer Epidemiology a parita’ di tutti gli altriaspetti (eta’, sesso, sede) – precisa – la sopravvivenza deipazienti oncologici del Nord e’ dell’ 89% e quella deipazienti del Sud e’ dell’ 85% (complessivamente il 4% inmeno). Questo significa che forse la faticosa e costosa’ricerca dell’altrove’ e della migrazione sanitaria dal Sudnon porta probabilmente quei miglioramenti risolutivi speratirivolgendosi al Nord. Ricordando poi i dati che dimostranocome il tasso di mortalita’ standardizzato per tutti i tumorisia maggiore al Nord rispetto al Sud, sia tra i maschi (236.7 vs 219.9) che tra le femmine (133.2 vs 119.8), risultachiaro – osserva palazzo – come i semplici dati disopravvivenza a 5 anni vadano commentati con particolarecautela, in quanto imputabili o a un ‘falso’ miglioramentodei risultati terapeutici, esclusivamente ricollegabile altempo che aggiunge l’anticipazione diagnostica, o a unamigliore accuratezza degli esami diagnostici di stadiazione,per la quale i pazienti transitano da uno stadio favorevolead altro meno favorevole e fanno registrare un contemporaneoquanto mirabilmente illusorio miglioramento prognostico dientrambi”.

Lo studioso ricorda come i dati di altri studi sull’usoestensivo di trattamenti sistemici ”( il cancroe’ anche e soprattutto una malattia sistemica ed e e’ perquesto che porta a morte i pazienti) – avverte – sono spessomigliori al Sud rispetto al Nord specie per quanto riguardail trattamento adiuvante del carcinoma del colon allo stadioC e il trattamento adiuvante chemioterapico e ormonale delcarcinoma della mammella. Questi dati lasciano pensare che ilcomportamento degli Oncologi Medici meridionali sia tuttofuorche’ inadeguato”. Dunque, le risultanze degli studi”non possono essere lette come invito a farsi curare al Nordne’ possono servire come suggestione per attrarre pazienti inmaniera ingiustificata. Indicano invece un fattoincontrovertibile: nonostante tutte le difficolta’ in cuiversa l’Oncologia Medica del Sud, i pazienti possonoassolutamente essere tranquillizzati. L’aderenza alle lineeguida e’ garantita in tali regioni da parte dei Colleghioncologi medici: i famosi viaggi della speranza non trovanola loro ragione d’essere”.

red/mpd

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