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Venerdì 1 febbraio 2013 - 12:16

Terremoto: sindaco Fabbriche V., dopo L’Aquila qualcuno voleva pararsi

(ASCA) – Roma, 1 feb – ”Qui qualcuno voleva pararsi. Dopoquello che e’ successo con la Commissione grandi rischi deL’Aquila, penso che in questo caso qualcuno abbia volutomettersi al riparo dai guai. D’altronde e’ la prima volta cheabbiamo un allerta preventivo per un terremoto in Italia. Manon funziona cosi’, non puo’ essere cosi’: i sindaci sonostati lasciati soli, e i diversi livelli hanno scaricato, manon si sono assunti le proprie responsabilita”’. Nonnasconde la polemica in una dichiarazione al sito dell’Anciil sindaco di Fabbriche di Vallico e presidente di UncemToscana, Oreste Giurlani. Lui e’ uno dei primi cittadinidella Valle del Serchio (epicentro del fenomeno sismico inGarfagnana) che ieri si sono visti recapitare il fax conl’allerta terremoto: ”La comunicazione arrivava dallaProtezione civile nazionale, ci diceva di stare in massimaallerta perche’ si prevedevano forti scosse di terremoto”.

Da allora, pero’, ”siamo stati lasciati completamente soli.

Come sindaci, ci siamo riuniti e abbiamo pensato che dovevamoinnanzitutto avvertire i cittadini”. Da qui lamobilitazione, che pero’ non e’ avvenuta solo tramite isocial network: ”I nostri volontari e le associazioni hannofatto un grande lavoro con il porta a porta”, ricorda ilsindaco. Ad ogni modo ”ci siamo ritrovati – prosegueGiurlani – a gestire un lavoro immane per sistemare i nostricittadini in strutture protette: dei 700 abitanti del mioComune, ne abbiamo prelevati 380 dalle case, tra cui anchedisabili e anziani, per sistemarli in una scuola a norma e intre edifici che ho requisito”. Solo questo pomeriggio arrivera’ nella zona il Capo dellaProtezione civile Gabrielli: ”Forse ci dira’ che l’allarmedi ieri era un po’ troppo, dato che gia’ alle 4 della notteun’altra comunicazione lo ridimensionava. Ma adesso chi se lasentira’ di abbassare la guardia? Dobbiamo dire ai cittadinise possono tornare nelle loro case. Oppure predisporre unsistema di accoglienza che sia piu’ organizzato”. Ad ogni modo, conclude il primo cittadino, ”quella distanotte e’ l’ulteriore prova che bisogna rimettere mano alsistema di Protezione civile del Paese: definire i ruoli enon lasciare soli i sindaci, in questi casi, e’ la priorita’assoluta”.

com/res

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