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Martedì 29 gennaio 2013 - 18:20

Tumori: esperti, i pazienti che guariscono non vanno lasciati soli

(ASCA) – Roma, 29 gen – I pazienti che guariscono da untumore dopo aver affrontato, superandola, una dura battagliacontro la malattia, non devono essere lasciati soli. Unlungovivente, cioe’ colui che ha appena terminato un percorsodi cura con risultati positivi, necessita ancora diassistenza, attraverso programmi di controllo e di cura, siadal punto di vista clinico che psicologico. Se ne parlera’venerdi’ 1* febbraio ad Aviano (Pordenone) nell’incontro ”Isurvivors in oncologia: l’esperienza italiana”, al qualeparteciperanno medici di varie regioni italiane e irappresentanti delle associazioni di pazienti.

Verra’ illustrato il modello organizzativo dell’UOC diOncologia Medica- RAO, diretta da Paolo Tralongo e basatosulla ”centralita’ del paziente”. Saranno inoltre valutatialtri modelli nazionali e internazionali come quelli diMilano, Bari e degli USA.

”Dopo la diagnosi di un tumore i controlli periodicirappresentano un momento importante per la valutazione delpaziente. Oltre alla sorveglianza della malattia oncologicadi base, il follow up consente di prendere in considerazionealtri aspetti della salute: le tossicita’ tardive, i seconditumori, le comorbidita’, la fatigue, l’educazione a stili divita corretti (nutrizione, attivita’ fisica, astensione dafumo e alcool), l’impatto psicosociale della malattia e tuttequelle condizioni comunque legate alla malattia oncologicache ostacolano il ritorno alla normale quotidianita’ e per lequali esistono strumenti e procedure di provata utilita’ edefficacia – spiega Tralongo -. Il follow up e’ un’ attivita’a bassa complessita’ solitamente basata su un’anamnesiaccurata, sull’esame obiettivo generale e, in alcuni casi, supochi esami strumentali, ben definiti da linee guida e dadocumenti di raccomandazione”.

I pazienti clinicamente guariti vengono seguiti anche dalpunto di vista psicologico per una completa riabilitazione e,nella maggior parte dei casi, il loro supporto inizia fin dalmomento della prima diagnosi. Non e’ escluso pero’ che la malattia si ripresenti. Anche perquesto il paziente non deve essere abbandonato a se stesso. Eavverte: oltre ad avere abitudini di vita sane, consiglia dicircondarsi di persone evitando cosi’ l’isolamento, perrinforzare anche la propria psiche.

”Ciascuno di noi puo’ fare tanto per ottenere un correttostile di vita; cambiando abitudini e riducendo l’esposizioneai piu’ noti fattori di rischio, e’ possibile mantenere unostile di vita di qualita’. Non iniziare a fumare, ointerrompere questa abitudine, risulta quanto mai importanteper la salute di chiunque e in particolare di unlungovivente. Le bevande alcoliche fanno partedell’alimentazione e della cultura dell’uomo e il vinoaccompagna i pasti o una serata in compagnia. Tuttavia, ilconsumo di alcool eccessivo e’ dannoso per l’organismo e puo’essere cause di malattie – conclude -. Un esercizio costantee quotidiano consente di prevenire le malattie del cuore,ridurre il sovrappeso, le cadute, la depressione,l’osteoporosi, le complicanze broncopolmonari.

Mangiare in modo vario ed equilibrato deve essere uno stiledi vita quotidiano. E’ un binomio che funziona quello tra laricchezza delle relazioni personali e la salute: piu’ sihanno amici, o persone da frequentare, nel corso dellagiornata, meno ci si ammala”.

red/mpd

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