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Venerdì 25 gennaio 2013 - 19:28

Salute: dallo sciroppo all’antibiotico, occhio a effetti avversi farmaci

(ASCA) – Firenze, 25 gen – Gli effetti dei farmaci non sonosempre benefici e, in alcuni casi, la loro assunzione puo’determinare conseguenze anche gravi. ”Esiste un 4-6 percentodella popolazione generale – afferma Roberto Bernardini,Presidente della Societa’ Italiana di Allergologia eImmunologia Pediatrica (SIAIP) – che manifesta reazioniavverse ai farmaci. All’interno di questa percentuale, dal 10al 20 percento dei soggetti coinvolti presenta reazionidovute ad un meccanismo immunologico-allergico che puo’essere immediato, con comparsa di sintomi entro un’oradall’assunzione del farmaco, oppure tardivo, con comparsa disintomi dopo un’ora dall’assunzione”. Con l’espressionereazione avversa ai farmaci si fa riferimento a qualsiasirisposta non desiderata ed involontaria che si verifica inseguito alla assunzione, per motivi diagnostici, preventivi oterapeutici, di un farmaco peraltro considerato appropriatoallo scopo. ”Incrociando i dati delle statistiche – sottolineaBernardini – risulta che le reazioni avverse ai farmacideterminano dall’1 al 5 per cento dei casi di ricorso alPronto Soccorso e si registrano in una percentuale che variadal 5 al 20 per cento nei pazienti ospedalizzati secondo levarie casistiche internazionali”. Fin dalla prima eta’, leallergia ai farmaci possono avere conseguenze anche gravi, mapurtroppo talvolta vengono etichettati come allergici anchesoggetti che in realta’ non lo sono. Nel sospetto di unareazione allergica ad un farmaco, quindi, e’ semprenecessario confermare o meno tale sospetto, anche per nonclassificare come allergico un bambino che poi non lo e’.

”A tal fine – continua il Presidente della SIAIP – e’ bencodificato uno specifico iter diagnostico, specialmente per ifarmaci antibiotici beta-lattamici. La diagnosi,naturalmente, deve essere eseguita da uno specialista inallergologia e immunologia clinica nei centri di allergologiapediatrica dove verranno effettuati gli opportuni testcutanei (skin prick test, intradermo, patch test), i prelieviematici (in particolare ricerca IgE sieriche specifiche) etest di provocazione per la conferma o meno di taleallergia”. Quanto all’ambito pediatrico, in particolare, gliantibiotici sono i farmaci maggiormente responsabili direazioni avverse nei bambini. Non solo. Nell’infanzia, adifferenza di quanto accade nell’eta’ adulta si utilizzanomolto gli sciroppi che contengono additivi e coloranti chepossono dare reazioni cutanee talvolta erroneamente imputateal principio attivo ma che in realta’ derivano daglieccipienti. ”Ecco perche’ – conclude Bernardini – e’importante non fermarsi ai sintomi ma eseguire sempreapprofondimenti diagnostici”.

red/mpd

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