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Giovedì 24 gennaio 2013 - 15:09

Chiesa: card. Bagnasco, il suo parlare non e’ mai ‘ingerenza’

(ASCA) – Roma, 24 gen – ”Il parlare della Chiesa non e’ mai’ingerenza’, ma e’ uno stare ‘dentro’ il vissuto, offrirel’esercizio collegiale del discernimento. In altre parole, laChiesa e’ sempre un popolo, e la lettura della storia che nefanno i Vescovi risente di questa impronta popolare che nelnostro Paese, nonostante il secolarismo, si conserva e siconsolida anche oggi”. E’ quanto scrive il cardinale AngeloBagnasco nella prefazione, anticipata dal Sir, al volume ‘Laporta stretta’ che raccoglie le prolusioni degli ultimi 5anni del presidente della Cei.

”E’ da qui – scrive il card. Bagnasco nella prefazione alvolume che sara’ presentato oggi pomeriggio all’auditorium divia della Conciliazione – che scaturisce la secondaprospettiva che mi preme sottolineare: la profezia dellaChiesa, oggi. Il profeta guarda le cose con lo sguardo diDio, ne coglie la verita’ interna e ne intravede l’esito,anticipando simbolicamente nella sua esperienza il tempofuturo. Cosi’ e’ per la Chiesa che inizia il Regno nellacomunione ecclesiale, nell’annuncio del Vangelo e neisacramenti. Con il suo magistero, dunque, la Chiesainterpreta il tempo presente contestando i miti dominanti cheportano non alla felicita’, ma a deserti tristi edisumani”.

”Se la Chiesa parla e rivendica il proprio diritto afarlo, – prosegue il card. Bagnasco – dovrebbe essere ormaichiaro a tutti che non e’ per desiderio di ingerenza, ma soloper difendere la causa della verita’ e dell’uomo del nostrotempo. Nel mio servizio, peraltro, avverto di essere l’eco dimolti, spero di tutti, a iniziare dai miei ConfratelliVescovi, ai quali rinnovo la mia riconoscenza per avermisempre fatto sentire il loro affetto, sostegno eincoraggiamento, tanto piu’ preziosi nella complessita’ deltempo”.

Il presidente dei vescovi italiani ha voluto infinerivolgere ”il primo e il piu’ importante” ringraziamento aBenedetto XVI: ”Al mio esordio come Presidente della CEI,aprendo nel marzo del 2007 il Consiglio episcopalepermanente, dissi a proposito della mia nomina: ‘Quando ilPapa chiama, si risponde, anche se il carico che vieneaffidato appare, ad uno sguardo umano, sproporzionatorispetto alle personali risorse’. Continuo a pensarlo ancheoggi, oltre cinque anni dopo di allora, quando Papa Benedettoha voluto rinnovarmi la sua fiducia e mi ha confermato allaPresidenza dei Vescovi italiani. Il ‘grazie’ che Gli rinnovoda queste pagine: e’ il grazie di un figlio che sentecostantemente la mano del padre che lo sorregge e lo guida.

Non solo con il suo magistero, che ogni giorno illumina inostri passi e ci indica la strada, ma con quell’amoreattento e discreto che solo un padre sa veramente dare”.

dab/

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