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Martedì 22 gennaio 2013 - 15:19

Rom: Ass. 21 luglio, ecco come cambiare a Roma politiche sociali

(ASCA) – Roma, 22 gen – Sei punti per cambiare politichesociali a Roma in tema di politiche sociali sul difficiletema dei Rom. Punti presentati stamane a Roma, presso laFederazione Nazionale della Stampa Italiana,dall’Associazione 21 luglio con il documento ”Agenda Rom eSinti. Dall’ossessione securitaria alla solidarieta’responsabile: 6 punti per voltare pagina a Roma”.

Negli ultimi 20 anni la cosiddetta ”questione nomadi”,ha ricordato l’associazione di volontariato, e’ stataaffrontata dagli amministratori di Roma con soluzioni”spesso identiche e quasi sempre fallimentari, fondate suapprocci di natura emergenziale e utili solo ad un consensoimmediato e propagandistico”. Le tre passateamministrazioni, con i rispettivi Piani Nomadi, si e’ricordato ancora, ”hanno clamorosamente fallito”, spendendoin 18 anni per i circa 2.500-3.000 rom presenti nei”villaggi attrezzati” una cifra stimata pari a 120 milionidi euro. Questo significa che, per il bambino rom nato a Romanel 1995, oggi maggiorenne, che vive in un container di un”campo”, senza alcun titolo di studio spendibile in ambitolavorativo, il Comune di Roma ha gia’ investito e speso dallanascita 45 mila euro.

L’Agenda Rom e Sinti, presentata dall’Associazione 21luglio, nasce per offrire ai futuri amministratori comunaliuno strumento concreto per orientare un forte e deciso segnodi discontinuita’ con il passato. Un segno di discontinuita’che oggi puo’ venire solo dall’alto, per decisione di chisara’ chiamato a gestire la citta’ di Roma nei prossimi 5anni.

Il nucleo centrale dell’Agenda Rom e Sinti e’ ilriconoscimento del diritto all’alloggio adeguato che vada”oltre” il ”campo” e la metodologia proposta ha comepunto centrale la cosiddetta ”presa in carico globale”,rivolta non solo alla singola azione progettuale, ma a tuttele problematiche di ciascun nucleo familiare rom chepotrebbero interferire sull’attuazione di un progetto diinclusione e di autonomia.

Una ”cabina di regia”, totalmente indipendente, potra’disegnare una nuova politica rivolta alle comunita’ rom esinte della Capitale, che abbia come obiettivo primariol’inclusione sociale attraverso l’offerta alle singolefamiglie rom di una pluralita’ di percorsi e di progetti disoluzione abitativa. Un sistema di regolarizzazione degli”apolidi di fatto” dovra’ accompagnarsi ad azioni disensibilizzazione per il superamento di stereotipi epregiudizi, unite alla riconversione lavorativa per glioperatori delle organizzazioni che prestano servizioall’interno degli attuali ”campi nomadi”. Secondo ifirmatari dell’Agenda Rom e Sinti, e’ possibile ipotizzarenell’arco temporale di 5 anni, attraverso il dialogo direttoe il coinvolgimento attivo dei singoli nuclei familiari rom,la chiusura degli 8 ”villaggi attrezzati” presenti a Roma,cosi’ come richiesto da tempo dagli organismi internazionalie dalle autorita’ europee.

”Da oggi e fino alle elezioni comunali – ha dichiaratoCarlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio -porteremo l’Agenda Rom e Sinti a segreterie di partito e acandidati politici, di destra come di sinistra, perconvincerli che e’ vantaggioso fare politiche per lacittadinanza sociale per i rom, che e’ possibile farle conloro, che le politiche sociali che aggrediscono ladiscriminazione possono portare riscontri positivi, anche intermini elettorali. L’Agenda Rom e Sinti vuole esserel’inizio di un percorso, all’interno del quale andrannotrovate mediazioni e sintesi, nel rispetto dell’uso deldenaro pubblico e nella salvaguardia dei diritti umani”.

Il documento e’ stato sottoscritto da 40 intellettualiromani, dalla Federazione Rom e Sinti Insieme e dallaFederazione Romani’, che rappresentano 44 associazioni rom esinte.

red-gc/

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