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Lunedì 21 gennaio 2013 - 17:26

Sanita’: Comm. errori, spesa ancora elevata, incongruenze e criticita’

(ASCA) – Roma, 21 gen – Incongruenze evidenti, come quellarelativa al rapporto tra posti letto e personale medico, incui spesso la prima cifra supera, paradossalmente, laseconda. Spesa sanitaria ancora troppo elevata conparticolare incidenza del costo del personale che nel 2011 siattesta al 32,2%. Debiti verso i fornitori che produconointeressi moratori che incidono negativamente sui risultatid’esercizio. Errori sanitari che mostrano un’Italia divisa,in cui regioni in cui si spende di piu’ per la sanita’ sonoanche quelle in cui la stessa e’ di peggior qualita’. Sono lemaggiori criticita’ riscontrate dalla Commissioneparlamentare d’inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari,in particolare nelle regioni sottoposte a piani di rientro eche emergono dalla relazione finale che verra’ messa ai votidomani alle ore 14.15. Oltre ad un’indagine sulla domanda di salute degliitaliani, con particolare riferimento alla necessita’ diinvestire maggiori risorse nelle cure delle malattie cronichee in una migliore e piu’ diffusa prevenzione di patologietumorali, la relazione mette a fuoco le problematiche dialcuni regioni in particolare. Per quanto riguarda la sanita’campana, risultano gravissimi alcuni elementi emersi:incarichi irregolarmente ricoperti e conferiti senza pubblicoconcorso presso molte aziende sanitarie locali e acquisizionedi beni senza il rispetto delle procedure di evidenzapubblica presso l’ospedale di Sorrento, come segnalato dallaCommissione alla magistratura inquirente. In Sicilia l’inchiesta condotta ha evidenziato ilpermanere di gravi criticita’ finanziarie e della situazionefortemente debitoria della maggior parte delle aziendesanitarie, in particolare quella di Messina, uniteall’effetto annuncio di misure e interventi non realizzati,come la ristrutturazione della rete ospedaliera, i Pta (omedicina territoriale) e la mancata costruzione dell’Utindell’ospedale Bambino Gesu’ di Taormina, ancora sprovvisto diun reparto di terapia intensiva neonatale a danno dei piccolipazienti del reparto di cardiochirurgia. Ad essereinteressati da fenomeni di malagestione, anche regionidall’assistenza sanitaria mediamente di buon livello, come laToscana, dove il disavanzo della ASL n. 1 di Massa, pari a1.500.000 euro ha fatto emergere logiche politiche einteressi di carriera vertenti sulle Aziende sanitarie,divenute in alcuni casi centrali di creazione di consenso. Tra le altre regioni oggetto di indagine il Lazio, laPuglia, il Piemonte, Liguria.

”Una preoccupazione diffusa rispetto allo stato di salutedel nostro Sistema sanitario nazionale spinge il cittadino arivolgersi al privato o si traduce in una mobilita’ sanitariaelevatissima, ulteriore aggravio di spesa per le regioni piu’povere, in particolare nel caso ad esempio della procreazionemedicalmente assistita’, dichiara il Presidente dellaCommissione , Antonio Palagiano. ”Crescono le denunce permalpractice e, di conseguenza , – aggiunge – cresce lamedicina difensiva da parte dei medici che cercano cosi’ diautotutelarsi, visto che il sistema assicurativo spessopreclude loro la possibilita’ di stipulare polizze. Unproblema evidenziato di recente da ostetrici e ginecologiitaliani, che subiscono una mancanza di politiche di tutelanei loro confronti, al punto da esser spinti ad uno sciopero,mai verificatisi in precedenza”. red/mpd

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