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Mercoledì 16 gennaio 2013 - 15:14

Taranto: studio Iss, no particolare incidenza inquinanti in sangue donne

(ASCA) – Roma, 16 gen – Le concentrazioni di inquinanti, comediossine e policlorobifenili (PCB), nel sangue delle giovanidonne in eta’ riproduttiva a Taranto non sono dissimili daquelle osservate in altri studi condotti sulla popolazionegenerale. Lo rivela uno studio di biomonitoraggiodell’Istituto Superiore di Sanita’ condotto con la ASL diTaranto su un campione di donne residenti nell’area urbana diTaranto e su un campione di donne residenti in aree prive diimpatto industriale per rilevare in entrambi i gruppil’esposizione a inquinanti organici a elevata tossicita’.

”Questo studio e’ parte delle iniziative intraprese dallaASL di Taranto inerenti le problematiche correlate alrapporto salute e ambiente – ha introdotto MicheleConversano, Direttore del Dipartimento di Prevenzione dellaASL di Taranto – tali azioni si affiancano al costantecontrollo dei contaminanti ambientali nelle matricialimentari e al potenziamento degli studi epidemiologici”.

I risultati hanno mostrato che, per tutti gli inquinantiselezionati, tra cui diossine e policlorobifenili (PCB), leconcentrazioni ematiche rilevate sono sovrapponibili conquelle osservate in altri studi condotti sulla popolazionegenerale italiana e in indagini simili effettuate in moltiPaesi europei.

Lo studio fa parte del progetto ”Womenbiopop” finanziatodalla Comunita’ Europea e dall’Istituto Superiore di Sanita’con il contributo del Ministero dell’Ambiente.

”Il progetto e’ il piu’ vasto realizzato finora su donnein eta’ riproduttiva per valutare l’esposizione a inquinantiorganici persistenti e tossici. L’esposizione umana a questiinquinanti, tutti di origine ambientale, avvieneprevalentemente per via alimentare – spiega Loredana Musmeci,Direttore del Dipartimento Ambiente e connessa PrevenzionePrimaria dell’Istituto Superiore di Sanita’ – I risultati perla provincia di Taranto non solo non devono in alcuna manierafare abbassare lo stato di attenzione rispetto almonitoraggio della popolazione del territorio ma indicanoanzi che i successivi studi di biomonitoraggio dovrannoessere estesi a altri fattori di rischio chimico oltre cheincludere soggetti di ambo i sessi e tutte le fasce dieta”’.

L’obiettivo del Progetto e’ la caratterizzazionedell’esposizione di donne in eta’ riproduttiva residenti indiverse regioni italiane, in aree a presumibile differenteesposizione (aree urbane, industriali, rurali/montane) ainquinanti organici persistenti (POP) quali ”diossine”,PCB, alcuni pesticidi, PBDE, sostanze perfluorurate. L’esposizione umana questi inquinanti, tutti di origineambientale, avviene prevalentemente per via alimentare.

”Le conoscenze acquisite con questo studio – ha conclusoConversano – sono un ulteriore contributo alla comprensionedel grado di assorbimento dei contaminanti indagati nellapopolazione tarantina. Ulteriori passi potrannoconcretizzarsi nella direzione segnata grazie all’avvio del’Piano Ambiente e Salute’ della Regione Puglia che vedra’coinvolta la ASL di Taranto unitamente ancora all’IstitutoSuperiore di Sanita’, al Ministero della Salute e agli entidi controllo ambientale, ARPA e ISPRA”.

red/mpd

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