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Venerdì 11 gennaio 2013 - 17:17

Croce Rossa: Censis, comunita’ volontari coesa. Impegnati 40 ore al mese

(ASCA) – Roma, 11 gen – Una comunita’ coesa, nella quale isoggetti trovano nel tempo soddisfazione e conferma dellapropria scelta. L’impegno e’ significativo: la media tracoloro che hanno risposto e’ di oltre 40 ore al mese. E’ ilritratto dei volontari della Croce Rossa italiana emersodalla prima indagine CRI – Censis sul volontariato, daltitolo ”Il valore sociale dell’altruismo. L’identikit deivolontari di Croce Rossa” presentata oggi a Roma.

Quasi l’80% degli intervistati tra 10 anni si vede ancoraimpegnato in Croce Rossa. Il primo approccio alla CRI avvienetramite il territorio, i familiari e gli amici. C’e’ ancheuna quota pari al 18,4% degli intervistati che ha deciso difare il volontario per l’urgenza di far fronte a bisogni chelo Stato non soddisfa.

Per la prima volta e’ stato dedicato ai volontari dellaCroce Rossa Italiana un questionario nel quale far emergerele ragioni profonde che li hanno portati alla loro scelta divita. L’intenzione era conoscere e analizzare gli aspettiproblematici che hanno accompagnato il loro percorso ecercare di immaginare, attraverso la testimonianza diretta,nuove idee per diffondere la cultura del volontariato. La CRI appare in grado, dunque, almeno nei suoi valori econtenuti fondamentali, e soprattutto grazie all’ampiezzadelle attivita’ che si possono svolgere, di rispondere alleaspettative delle persone che, desiderose di impegnarsi oltreil proprio particolare e mosse da altruismo ma anche dadesiderio di autorealizzazione, scelgono di farevolontariato.

E la scelta di impegnarsi sembra nascere proprio dallepiccole esigenze quotidiane, dal voler aiutare in manieraconcreta la propria comunita’ (come raccontano loro stessi ilvolontario e’ chi agisce e non chi parla ed un volontarioanche chi aiuta semplicemente una mano che trema a tenere ilbicchiere), e nasce dall’interesse per le attivita’ di CRIconosciute attraverso il proprio territorio, ma ancheattraverso i propri familiari e i propri amici, che sidimostrano un importante veicolo di avvicinamento. Nelleparole dei volontari stessi, del resto, la CRI diventa con iltempo quasi una seconda famiglia. Ed e’ sempre nel piccolo e nel quotidiano che si trova lamaggiore gratificazione e si vede maggiormente compreso ilproprio impegno, tra le persone che vengono aiutate, tra ipropri familiari ed amici. Perche’ ai volontari basta ilsorriso di chi e’ stato aiutato.

com-dab/

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