Header Top
Logo
Sabato 25 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Salute: puntura da zecca, piu’ vicino il test

colonna Sinistra
Lunedì 7 gennaio 2013 - 14:33

Salute: puntura da zecca, piu’ vicino il test

(ASCA) – Roma, 7 gen – Una ricerca dell’Universita’ Stataledi Milano apre la via ad un marcatore per la puntura da zeccae per lo studio delle patologie ad essa associate.

Il parassitismo da zecche rappresenta un fattore dirischio per lo sviluppo di patologie gravi, molto spessotrascurate. I pazienti che presentano forme clinicamentemanifeste di malattie trasmesse da zecche sono infatti solola punta dell’iceberg dei soggetti che ogni anno contraggonoqueste infezioni. Si stima che centinaia di migliaia disoggetti contraggano ogni anno nel mondo infezioni trasmesseda zecche senza che vi sia una sintomatologia evidente.

Inoltre, e’ verosimile che un numero ancora maggiore dipersone venga parassitato da zecche, senza averne percezione,o comunque senza rivolgersi a un medico. D’altra parte, varistudi indicano che malattie trasmesse da zecche nonsottoposte ad adeguato trattamento farmacologico possonoportare allo sviluppo di patologie a carico dell’apparatocardiovascolare, del sistema nervoso e delle articolazioni.

Tuttavia, in assenza di metodi diagnostici che permettanodi determinare con adeguata sicurezza se un paziente siastato precedentemente parassitato da una zecca, e’ al momentoimpossibile condurre studi epidemiologici che provinol’esistenza di un’associazione statistica fra parassitismo dazecche e malattie cronico-degenerative.

Ora, uno studio coordinato da Claudio Bandidell’Universita’ di Milano (in collaborazione con l’IstitutoZooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna,l’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, l’Universita’ di Brescia,il Policlinico San Matteo di Pavia e l’INAIL) potrebbeportare ad una svolta nelle indagini sul ruolo delparassitismo da zecche nella genesi di malattiecronico-degenerative, attraverso lo sviluppo di un marcatoreper la puntura da zecca.

Al centro dello studio, il Midichloria mitochondrii, unbatterio simbionte associato a Ixodes ricinus, la zecca deiboschi, una specie molto diffusa in Italia e recentementesegnalata in zone boschive della Pianura Padana anche in areeperiferiche di citta’ come Vigevano e Pavia.

I ricercatori hanno rilevato che i soggetti parassitati daquesta zecca sviluppano anticorpi nei confronti diMidichloria. Questa scoperta permettera’ di sviluppare untest per determinare se un soggetto sia stato parassitatodalla zecca dei boschi, con una semplice analisi del sanguebasata sul dosaggio degli anticorpi anti-Midichloria. E sara’possibile esaminare i soggetti affetti da patologie che sisospetta possano essere associate alla puntura da zecca,conducendo analisi epidemiologiche su larga scala e chiarendoin modo definitivo se le zecche siano coinvolte nellosviluppo di malattie degenerative.

L’importanza dello studio non si limita allo sviluppo diun marcatore per la puntura da zecca: il fatto che i soggettiparassitati dalla zecca sviluppino anticorpi anti-Midichloriaindica come molto concreta la possibilita’ che la stessaMidichloria possa infettare l’uomo. A supporto di questapossibilita’ lo studio ha dimostrato la presenza diMidichloria nelle ghiandole salivari della zecca e nel dottoche trasferisce la saliva della zecca all’ospite durante ilpasto di sangue.

Anche se i dati attualmente disponibili non permettonoancora di concludere che Midichloria sia associato ad unaspecifica patologia nell’uomo o negli animali, lepeculiarita’ biologiche di questo batterio, in particolare ilfatto che sia in grado di invadere i mitocondri, le centralienergetiche delle cellule, lo rendono un promettente oggettodi indagine per lo studio di diverse patologie che sicaratterizzano proprio per una disfunzione mitocondriale.

red/mpd

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su