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Lunedì 7 gennaio 2013 - 13:39

Papa: stop a violenze in Siria e Nigeria. Combattere ‘spread’ sociale

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 7 gen – Fermare le violenze inSiria e Nigeria, non rassegnarsi allo ‘spread del benesseresociale’ e rispettare la vita. Sono questi i temi cheBenedetto XVI ha voluto sottolineare nel discorso al CorpoDiplomatico accreditato presso la Santa Sede, in occasionedegli auguri di inizio anno.

”Rinnovo il mio appello affinche’ le armi siano deposte equanto prima prevalga un dialogo costruttivo per porre fine aun conflitto che, se perdura, non vedra’ vincitori, ma solosconfitti, lasciando dietro di se’ soltanto una distesa dirovine”, ha detto il Papa in riferimento alla situazione inSiria, ”dilaniata da continui massacri e teatro d’immanisofferenze fra la popolazione civile”.

Violenze che colpiscono anche la Nigeria, diventato”teatro di attentati terroristici che mietono vittime,soprattutto tra i fedeli cristiani riuniti in preghiera,quasi che l’odio volesse trasformare dei templi di preghierae di pace in altrettanti centri di paura e di divisione”.

Benedetto XVI ha inoltre rivelato, sempre in riferimentoalla Nigeria, di aver provato ”una grande tristezzanell’apprendere che, perfino nel giorno in cui noi celebriamoil Natale, dei cristiani sono stati uccisi barbaramente”. In seguito al riconoscimento della Palestina quale StatoOsservatore non Membro delle Nazioni Unite, il Papa harinnovato ”l’auspicio che, con il sostegno della comunita’internazionale, Israeliani e Palestinesi s’impegnino per unapacifica convivenza nell’ambito di due Stati sovrani, dove ilrispetto della giustizia e delle legittime aspirazioni deidue Popoli sia tutelato e garantito”. Il pontefice ha inoltre voluto affrontare la questioneeconomica che negli ultimi anni sta mettendo in ginocchiomolti Paesi con un puntuale richiamo a combattere ledifferenze sociali: ”Se preoccupa l’indice differenziale trai tassi finanziari, dovrebbero destare sgomento le crescentidifferenze fra pochi, sempre piu’ ricchi, e molti,irrimediabilmente piu’ poveri. Si tratta, insomma, di nonrassegnarsi allo ‘spread del benessere sociale’, mentre sicombatte quello della finanza”.

L’Unione Europea, ha aggiunto il Papa, ”ha bisogno dirappresentanti lungimiranti e qualificati, per compiere lescelte difficili che sono necessarie per risanare la suaeconomia e porre basi solide per il suo sviluppo. Da solialcuni Paesi andranno forse piu’ veloci, ma, insieme, tuttiandranno certamente piu’ lontano”.

Il pontefice e’ nuovamente intervenuto sulla questione delrispetto della vita: ”L’aborto diretto, cioe’ voluto come unfine o come un mezzo, e’ gravemente contrario alla leggemorale”. ”Constato con tristezza – ha sottolineato il Papa – che,in diversi Paesi, anche di tradizione cristiana, si e’lavorato per introdurre o ampliare legislazioni chedepenalizzano o liberalizzano l’aborto”.

”Per salvaguardare effettivamente l’esercizio dellaliberta’ religiosa – ha aggiunto il pontefice – e’ essenzialerispettare il diritto all’obiezione di coscienza”. ”Questa ‘frontiera’ della liberta’ – ha proseguito ilPapa – tocca dei principi di grande importanza, di carattereetico e religioso, radicati nella dignita’ stessa dellapersona umana. Essi sono come i ‘muri portanti’ di ognisocieta’ che voglia essere veramente libera e democratica”.

Pertanto, ha concluso il pontefice, ”vietare l’obiezionedi coscienza individuale ed istituzionale, in nome dellaliberta’ e del pluralismo, paradossalmente aprirebbe invecele porte proprio all’intolleranza e al livellamentoforzato”.

dab/sam/

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