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Sabato 5 gennaio 2013 - 12:07

Cermis: Provincia Trento, violate norme sicureza

(ASCA) – Trento, 5 gen- ”E’ stata violata qualsiasi norma disicurezza”. Cosi’ le autorita’ provinciali e comunali sui 6morti del Cermis, dove e’ stata aperta anche un’inchiesta peromicidio colposo.

Cordoglio unanime per una tragedia che ha spezzato seivite e decisa sottolineatura delle circostanze di imprudenzae violazione delle piu’ elementari norme di sicurezza nellequali la tragedia stessa e’ maturata: cosi’ le istituzionitrentine – Provincia autonoma di Trento e Comune di Cavalese- all’indomani dell’incidente che, sul Cermis, registra iltriste bilancio di sei morti e due feriti. A fare il punto della situazione – dopo la notte passatafianco a fianco dei soccorritori – dapprima in una riunioneoperativa e successivamente in una conferenza stampa pressoil Comune di Cavalese, il presidente della Provincia autonomadi Trento, Alberto Pacher, gli assessori Mauro Gilmozzi eTiziano Mellarini, il sindaco Silvano Welponer, il dirigentedella protezione civile, Roberto Bertoldi, i responsabili delComitato promotore della Coppa del mondo e della Societa’Impianti a fune Alpe Cermis, Piero Degodenz e GiulioMisconel. ”Siamo scossi da quanto accaduto – ha ribadito ilpresidente Pacher – e tutta la comunita’ trentina si stringeattorno ai familiari, ai parenti e agli amici delle vittime.

Si tratta di un momento di dolore che ci vede uniti e che havisto, va sottolineato, una immediata mobilitazione di tuttol’apparato della nostra protezione civile al quale va, ancorauna volta, la nostra riconoscenza”.

”Altresi’ va pero’ aggiunto – sottolineano concordi ilpresidente Pacher, gli assessori Gilmozzi e Mellarini, ilsindaco Welponer, Degodenz e Misconel – che questo tragicacircostanza si e’ verificata in un territorio che dellasicurezza e della responsabilita’ ha fatto, da tempo,l’architrave delle sue politiche ambientali e turistiche. Iprimi importanti rilievi sulla dinamica dell’incidente cipermettono infatti di affermare, in attesa ovviamente dellaconclusione dell’inchiesta giudiziaria, che quanto e’avvenuto sembra essere nato in una situazione di violazionedi qualsiasi norma di sicurezza e buon senso”.

E’ infatti risaputo che la norma provinciale prevede lapresenza di mezzi meccanici sulle piste di sci solo permotivi di sicurezza o soccorso o per motivi strettamente diservizio. E’ questo non e’ certamente il caso di quantoavvenuto nella notte tra venerdi’ e sabato, lungo la pistadel Cermis, dove il mezzo trainato dalla motoslitta non eraaddirittura idoneo al trasporto di persone, oltre che a nonavere ovviamente alcuna autorizzazione, che in nessun caso e’mai stata concessa sulle piste trentine. ”La nostra vicinanza al dolore si accompagna – haaggiunto il presidente Pacher – alla condivisione dellescelte di sobrieta’, in segno di lutto, fatta dal Comitatoorganizzatore della Coppa del mondo che ha deciso di bandirequalsiasi momento di festa e di musica”. Infine, va ricordata l’immediata mobilitazione dellaprotezione civile trentina, oltre che delle forzedell’ordine. Sul posto, ieri sera, quattro equipaggi diTrentino emergenza ed enti convenzionati, 35 vigili del fuocovolontari di Cavalese e di altri corpi dell’Unionedistrettuale di Fiemme, 23 persone del Corpo Soccorso Alpinoe speleologico, il personale della Societa’ Impianti a FuneAlpe Cermis, tre esperti dell’Associazione Psicologi per ipopoli.

fdm/uda

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