lunedì 27 febbraio | 12:10
pubblicato il 28/gen/2015 17:29

'Ndrangheta, maxi operazione in Emilia Romagna: 117 arresti

Affari illeciti anche sulla ricostruzione dopo terremoto

'Ndrangheta, maxi operazione in Emilia Romagna: 117 arresti

Reggio Emilia (askanews) - Gli artigli della 'ndrangheta graffiavano anche il tessuto economico della ricca Emilia Romagna dove i carabinieri hanno condotto una maxioperazione animafia che ha portato in carcere 117 persone (alcune anche in Lombardia e Calabria). Altri 46 provvedimenti sono stati emessi dalle procure di Catanzaro e Brescia.

Tra i fermati anche alcun nomi noti come il consigliere comunale di Reggio Emilia Giuseppe Pagliani, di Forza Italia, il sindaco di Mantova Nicola Sodano e Giuseppe Iaquinta, padre dell'ex calciatore della Juventus. Nell'ambito di quest'inchiesta, inoltre, in passato era stato sentito, in qualità di persona informata sui fatti, l'attuale sottosegretario della Presidenza dei ministri, Graziano Delrio, per anni sindaco di Reggio Emilia.

Le parole del procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti. "Si affianca questo intervento a quelli fatti dalla Dda di Milano e che hanno portato a sentenze definitive. Anche qui c'è da augurarsi che il processo si celebri e si definisca al più presto perché i cittadini onesti, che sono la stragrande maggioranza, attendono una risposta giudiziaria definitiva, dopo quest'intervento che era necessario e doveroso".

Il clan al centro del complesso sistema malavitoso, che aveva ramificazioni anche all'estero, è quello dei Grande Aracri di Cutro nel Crotonese. In manette sono finiti Ernesto e Domenico Grande Aracri, fratelli del boss già detenuto Nicolino, detto "Mano di gomma".

L'inchiesta si è concentratra in gran parte sulla ricostruzione post-terremoto del 2012 e su alcune aziende emiliane colluse con la malavita organizzata come la "Bianchini" di Modena che è riuscita ad ottenere "numerosissimi appalti" del Comune di Finale Emilia, grazie ai rapporti con le 'ndrine.

Così il procuratore capo di Bologna, Roberto Alfonso. "L'organizzazione cutrese era radicata da tempo. Non ho mai parlato solo di infiltrazioni ma di radicamento perché sono presenti da 32 anni. È un'associazione che man mano si è sviluppata e i suoi affiliati sono riusciti man mano a penetrare nella società emiliana di cui fanno parte a pieno titolo, questo consente loro di avere delle interlocuzioni dirette".

Coinvolti anche alcuni giornalisti compiacenti, ai quali gli affiliati si rivolgevano per avere un'immagine pubblica pulita.

Gli articoli più letti
Biotestamento
Dj Fabo in Svizzera, visite mediche per decidere l'eutanasia
Criminalità
Rapine ed estorsioni a Napoli, 47 misure cautelari
Campidoglio
Roma, Colomban: progetto taglio partecipate senza licenziamenti
'Ndrangheta
'Ndrangheta, sequestrati a imprenditore colluso beni per 2,5 mln
Altre sezioni
Salute e Benessere
Fibrosi polmonare idiopatica, al Gemelli seminario internazionale
Motori
L'agricoltura del futuro: Case IH presenta il trattore autonomo
Enogastronomia
Viticoltura vegan cresce: in 2016 +36% richieste certificazione
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Progetto Life-Nereide: asfalto silenzioso da materiale riciclato
Moda
Nuova linea ready-to-wear de La Perla: sensuali giacche corsetto
Scienza e Innovazione
Esa, Vega: nel 2018 opportunità di volo per minisatelliti multipli
TechnoFun
Google crea strumento intelligenza artificiale anti-trolls
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech