domenica 26 febbraio | 06:43
pubblicato il 27/feb/2014 12:00

## Bus, rifiuti, luce, stipendi: Marino minaccia il caos a Roma

Il sindaco al governo: "Da domenica pronto a bloccare la città"

## Bus, rifiuti, luce, stipendi: Marino minaccia il caos a Roma

Roma, 27 feb. (askanews) - Una Roma nel caos, spettrale, "bloccata" e "devastata", dove tutti i servizi essenziali da un giorno all'altro vengono sospesi: dal trasporto pubblico alla raccolta dei rifiuti, dall'illuminazione in strada al riscaldamento negli uffici pubblici. Effetti devastanti anche sugli stipendi dei dipendenti, che si vedrebbero decurtare il 40% della busta paga. E' l'immagine della capitale che questa mattina in un tour di interventi radio il sindaco di Roma Ignazio Marino ha descritto nel caso in cui il governo non dovesse entro domani risolvere la questione del decreto "Salva Roma". Se non arriveranno i soldi, ha prima minacciato il sindaco su Radio 24, "da domenica blocco la città e le persone dovranno attrezzarsi. Fortunati i politici del palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare. I romani, invece, non potranno girare fin quando la politica non si sveglierà". Poi a Radio Radio ha rincarato la dose: "Ho bisogno di alcune leggi e norme che mi permettano di riportare Roma sui binari di una sana amministrazione, ovvero fare il bilancio 2014. Se non so quali sono i soldi di cui dispongo, perchè non me lo dicono le leggi nazionali, non posso spendere: significa che dal primo marzo dovrò togliere il 90% a tutti i contratti per le società che dipendono dal Comune. Significa trasporto pubblico, quindi niente più autobus; pulizia della città, quindi niente più raccolta dei rifiuti urbani; cultura, chiudiamo tutti i musei. Non avrò più i soldi per l'illuminazione pubblica, per il riscaldamento degli edifici pubblici, per far funzionare i computer, per il trasporto scolastico dei bambini, dovrò azzerarre la manutenzione delle strade e delle scuole, non potrò neanche dare copertura alle somme urgenze se ci fosse una nuova evento naturale come l'alluvione lampo di qualche settimana fa, non potrò più pagare gli straordinari e dovrò tagliare di almeno il 40% i contratti di tutto il personale che dipende dal Comune di Roma". "E' un effetto devastante sulla città - ha continuato Marino - io devo difendere i romani. Vogliamo ridurre in povertà la capitale d'Italia? Io devo difendere l'orgoglio dei romani". "Se non ho una norma che mi permette di scrivere il bilancio è come una famiglia che non sa se alla fine del mese potrà avere lo stipendio. Non avendo delle indicazioni normative dallo Stato so che non ho il 90% dei soldi che servono per comprare il gasolio per gli autobus. Quindi posso o fermarli lunedì, o decidere che funzioneranno tre giorni ad aprile, tre a maggio e tre a giugno e tirare a sorte quali giorni farli funzionare. Certo non ho il potere di farli viaggiare soffiando", ha concluso il sindaco.

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