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pubblicato il 12/gen/2017 16:23

Ictus, individuato l'enzima killer che ostruisce la carotide

Eccezionale scoperta dei ricercatori de La Sapienza di Roma

Ictus, individuato l'enzima killer che ostruisce la carotide

Roma, 12 gen. (askanews) - Eccezionale scoperta di un gruppo di ricercatori dell'Università "La Sapienza" di Roma per prevenire l'ictus: una équipe di esperti, diretti da Francesco Violi, direttore della Prima Clinica medica del Policlinico Umberto I di Roma, ha identificato un enzima, chiamato "Nox2", che favorisce l'arteriosclerosi e quindi l'occlusione dell'arteria carotide, la principale "autostrada" che porta il sangue al cervello. La ricerca è attualmente online su "Atherosclerosis Thrombosis Vascular Biology", la rivista scientifica ufficiale dell'American Heart Association.

Lo studio è stato condotto su pazienti affetti da carenza ereditaria di attività di questo enzima: "Su questi malati è stato dimostrato che lo spessore della carotide - sottolinea il Violi - era minore rispetto a chi aveva una normale attività dell'enzima al centro della ricerca. Questo Nox2 era noto essere utile per difendersi dalle infezioni". Infatti è presente nei leucociti dove svolge un'azione battericida. Studi recenti hanno, però, dimostrato che è presente anche nelle arterie. "Io mi sono chiesto perché e, per tale motivo, ho studiato pazienti con deficit ereditario dell'enzima, cioè pazienti con malattia granulomatosa cronica. Questa malattia, che apparentemente non ha nulla a che vedere con l'arterosclerosi, in quanto si complica con infezioni spesso letali, ci ha permesso di dimostrare che quando manca questo enzima le arterie si dilatano di più e la carotide è meno spessa rispetto ai soggetti sani".

La ricerca è durata 5 anni perché gli studiosi hanno esaminato pazienti affetti dalla malattia granulomatosa cronica con deficit completo (che attacca i bambini), ma le indagini sono state estese anche alle mamme (che non sono malate, ma hanno un deficit parziale con un'attività del 50% di questo enzima). La raccolta di dati è avvenuta nei centri italiani che studiano questa malattia molto rara (un caso su un milione di persone).

Il risultato dello studio, che è stato recentemente confermato da un gruppo di ricercatori dell'NIH (l'agenzia del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti), apre la strada per prevenire l'occlusione della carotide e quindi l'ictus, attraverso l'inibizione della Nox2.

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