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pubblicato il 19/ott/2016 16:23

La pasta vince sul web: è in ascesa tra food trends del 2016

Ed è di nuovo tra i 5 food trends anche negli Usa

La pasta vince sul web: è tra in ascesa tra food trends del 2016

Roma, 19 ott. (askanews) - La pasta vince sulle tavole degli italiani, che ne consumano 24 chilogrammi pro capite all'anno, ma anche nel mondo, visto che un pacco su 4 di pasta consumata è italiano. Ma non solo, la pasta vince anche sul mercato virtuale, visto che è tra i food trends di Google del 2016, ed è stata più ricercata sul motore di ricerca di carne, riso, ortaggi e frutta in Italia Turchia, Giappone, Scandinavia, Polonia, Germania, Australia e Canada. Inoltre, la pasta è tra i 5 food trends (+26% rispetto alla rilevazione precedente) negli Usa, patria della carbofobia e delle diete iperproteiche. Sono alcune delle curiosità fornite da Aidepi, l'associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane, alla vigilia del World Pasta Day, che si svolgerà a Mosca il 25 ottobre prossimo.

Il ritorno della pasta negli States è quello che soddisfa di più i pastai italiani, visto che "in America - spiega Paolo Barilla, presidente Aidepi - c'è stato un periodo di guerra contro la pasta a causa delle calorie, ma in realtà si deve tenere presente la quantità di sugo che gli americani usano, che è 4 volte quella italiana, e la porzione media di pasta, che è di 200 grammi. In America c'è stato un deficit di comunicazione sul corretto utilizzo della pasta e questa è anche un po' responsabilità nostra, perché a suo tempo non abbiamo saputo comunicarlo". Attualmente negli Usa il formato di pasta che colleziona più click sono i rigatoni davanti a tortellini, linguine, penne e fusilli. Mentre le ricette più cliccate sono la pasta al ragù bolognese (stabilmente al primo posto), carbonara, pasta al sugo di pomodoro, amatriciana e primavera. A rompere il monopolio della tradizione, irrompe al secondo posto delle query la pasta alla vodka.

Rispetto a 18 anni fa, anno del primo World Pasta Day, i consumi di pasta oggi sono quasi raddoppiati e i Paesi del mondo dove se ne consuma più di 1 kg a testa sono passati da 30 a 52. Ancora una volta l'Italia si conferma paese leader per la produzione (con 3,2 milioni di tonnellate precediamo Usa, Turchia, Brasile e Russia). Siamo anche i più assidui consumatori, con 24 kg pro capite nel 2015, davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg) e Grecia (11,2 kg). Seguono poi i paesi in cui il consumo pro capite oscilla tra gli 8 e i 9 kg: Svizzera (9,2), USA e Argentina (8,8 kg) tallonati da Iran e Cile (8,5 kg). Con 7,8 kg pro capite, la Russia si attesta al decimo posto.

(segue)

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