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pubblicato il 23/mar/2016 16:56

## Industria pasta: stop slogan sul grano, ci facciamo del male

Punto dopo polemiche su import grano: quello italiano troppo poco

## Industria pasta: stop slogan sul grano, ci facciamo del male

Roma, 23 mar. (askanews) - Italia e pasta, un binomio inscindibile agli occhi del mondo, ma - come spesso accade nel nostro paese - ciò che agli occhi del mondo ci rende forti, ai nostri occhi è spesso oggetto di polemiche e contese. Il caso del grano è emblematico. Da un lato ci sono le associazione agricole, che puntano il dito contro l'import di grano duro dall'estero sostenendo che si tratta di grano poco controllato e quindi a rischio sanitario e che si dovrebbe invece prediligere il grano duro di provenienza italiana, dall'altro ci sono i produttori di pasta, che spiegano che non sarebbe possibile per l'Italia produrre gli attuali quantitativi di pasta senza importare grano duro dall'estero, semplicemente perché in Italia non se ne produce abbastanza. E intanto, i "messaggi allarmisti e gli slogan propaandistici" su possibili contaminazioni presenti nel grano importato (ma in 4 anni di controlli al porto di Bari non è mai stata riscontrata alcuna problematica nel grano duro importato) hanno inevitabili ripercussioni sulla vendita di pasta, sull'immagine del prodotto e quindi dei produttori all'estero. Ma hanno anche ripercussioni sugli interessi degli agricoltori e, in sintesi, sull'immagine del made in Italy.

Oggi Aidepi, l'associazione delle industrie del dolce e della pasta italiana, ha messo in fila un po' di numeri per spiegare il proprio punto di vista sulla questione, mettendo insieme un panel di esperti, da Riccardo Felicetti (del gruppo omonimo e presidente del gruppo pasta Aidepi) a Rossella Ferro de La Molisana a Emilio Ferrari (vicepresidente unione semolieri europei) passando per i pareri di un nutrizionista e gastroenterologo come Luca Piretta.

Tutto parte da un dato: l'Italia ha prodotto nel 2015 3,5 milioni di tonnellate di pasta per un controvalore di 4,6 miliardi di euro. Di questi, il 58% vengono esportati (per un controvalore pari a circa il 40% del fatturato totale del settore). E un piatto su 4 di pasta mangiato nel mondo è prodotto in Italia. Ma con cosa viene prodotta questa pasta? L'Italia è in Europa il primo paese produttore di grano duro: nel 2105 ne ha prodotte 4 milioni di tonnellate, coltivate su una superficie di 1,3 milioni di ettari (nel 1930 erano 1,2 milioni di ettari, quindi pressocchè invariata). Un quantitativo quello di grano duro italiano che è acquistato al 100% dall'industria italiana, ma che non è sufficiente a produrre quelle 3,5 milioni di tonnellate di pasta. Motivo per cui l'Italia ha un deficit strutturale del 30%-40% di grano duro (a secondo dell'andamento climatico) che viene colmato con importazione di grano dall'estero, soprattutto da Canada e Stati Uniti. In pratica, senza i 2-2,5 milioni di tonnellate di grano duro acquistati all'estero, gli italiani dovrebbero rinunciare a 3 piatti di pasta su 10 e l'Italia perderebbe il primato di leader mondiale produttore ed esportatore.

(segue)

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